BIOGRAFIA

 

 

 

 

 

 

Paolo Polli nasce a Milano nel 1951. Frequenta i corsi serali di pittura dell’Accademia di Brera e la Scuola Politecnica di Design dove si diploma nel 1972 in Visual Design.  Ha come insegnanti tra gli altri Bruno Munari e Max Huber. Vive in Italia ed ha vissuto per parecchi anni lunghi periodi nel nord India. La sua tematica si è sviluppata in modo molto personale in una mescolanza di visioni realistiche e dimensioni interiori.

È autore di realismo visionario che ha applicato alle sue opere di pittore e spesso in quelle di scenografo. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, i suoi dipinti figurano in collezioni private in Europa, Asia e U.S.A.

Come scenografo ha lavorato per i più importanti teatri italiani e per alcuni film prodotti in Europa.

La sua pittura si è ispirata negli ultimi anni attorno al tema della morte come metafora e fulcro attorno al quale costruiamo le nostre illusioni mentali e al tema della natura come legame con l’occulto attraverso le manifestazioni dei totem e dei simboli ancestrali comuni a tutte le culture sul pianeta.

 

Paolo Polli was born in 1951 in Milan where he attended the Academy of Brera  (academy of fine arts) and graduated from the Polytechnics School of Design. Bruno Munari and Max Huber were among his teachers.

He lives in Italy and spent several years in the North of India. His personal research consists of realistic visions filtered by his inner visions.

Polli’s visionary realism is present in his paintings as well as his set designs.  His works have been exposed in solo and collective shows in Italy and the USA. Many of them are held in private collections in Europe, Asia, USA.

As a set designer he worked for some of the most important Italian theatres and in the film industry in various European countries.

In the last few years his paintings have been inspired by two main themes:

death as a metaphor and the core around which our mental illusions are built up.

Nature as a link between mankind and the hidden world trough totems and ancestral symbols we can find in all cultures.

 

 



I dipinti di Paolo Polli colpiscono subito per un paradosso. Trovi un'architettonicità tesa, rigorosa, salda e nello stesso tempo un che di impalpabile che la rende flessibile, percorsa da una vertigine animistica, quasi un entità; insomma midollo più che ossa. si tratta di un delicato armonizzare tra il senso, forte, della costruzione e la luce, elemento principale di questi lavori; in vista della realizzazione di una atmosfera diffusa e vibrante. Chiaro e ben referenziale il messaggio: personaggi perplessi e emblematici in un paesaggio ora aperto ora domestico empaticamente parteciaptivo. Tuttavia si scopre che quello che in realtà l'autore vuole comunicare - comunica - è altra cosa. E' la storia per "quadri" ( uso il termine in senso scenografico) di una vicenda spirituale che va al di là delle contingenze e dell sue dirette materializzazioni. Questi dipinti sono infatti come lo specchio di un' autoanalisi di tipo trascendentale che però l'autore sente il bisogno di registrare in via indiretta, mediante un raggiro, attraverso modi mimetici e descrittivistici. Ciò può essere confermato da un'attenzione alla spazialità. Essa non esprime un'esperienza realistica; in certo senso ha le stesse caratteristiche di quella rinascimentale. Oltre che proporzionale (da qui l'errore verso una lettura iperrealistica), la spazialità è razionale ed idealistica. Insomma si tratta di situazioni inventate, pur se logiche, e prive di presunti automatismi psichici surrealisti. E' per questi motivi che Polli se ne sta lontano dai pericoli del Kitsch, diversamente da quelle esperienze tese ad esasperare il pattern mimetico. Per altro l'artista ha forte il senso della sintesi la quale si realizza in una resa atmosferica omogenea ed implosiva. Che è quella che stabilisce il tono di queste intense narrazioni.

Carmelo Strano

 

"THEM" / "LORO"

 

L’esposizione si sviluppa attorno a un nuovo ciclo tematico di opere, ispirate alle trame magiche ed evanescenti del “mondo sotto il mondo”, quella dimensione nascosta che, sin dalla notte dei tempi,  ha nutrito il bisogno primordiale di molte culture di andare oltre il visibile, oltre il qui e ora.Paolo Polli, sollevando il velo della realtà che ci circonda – a volte troppo monocroma e stantia nel suo oggettivismo – apre una visione su un cosmo iridescente, popolato da presenze fatte di una materia sottile, quasi impalpabile. Spiriti di natura che si lasciano solamente intuire, senza mai manifestarsi nella loro concretezza.Tra i filamenti di una natura così rigogliosa da sembrare barocca, figure leggere e trasparenti come piume prendono vita, animando un luogo che, sebbene conservi sembianze terrene, non ne soggiace alle regole razionali.

L’artista, di opera in opera, abbandona progressivamente la sfera della logica spazio-temporale per addentrarsi in un universo magico, parallelo, in cui le energie primigenie, liberandosi, creano nuove possibilità e infiniti rimandi a dinamiche che sottendono la creazione, quella serie di elementi e processi che non si esauriscono in spiegazioni scientifiche, ma che conservano l’aura di mistero e di incertezza, capace di stimolare l’intuizione e la fantasia insita nella mente umana, e troppo spesso lasciata impigrire.Le basi dei dipinti – giocate principalmente sui toni di un blu cangiante, colore caratterizzante di questa nuova fase pittorica di Polli - favoriscono l’immaginazione di scenari notturni, in cui gli elementi in primo piano emergono, senza mai staccarsi in modo netto e impudente dal fondo, bensì creando un’osmosi in equilibrio tra tonalità pure e trasparenze velate.La pittura di Polli si rivela così un invito a tornare a vivere la natura come forza d’azione benefica e fonte di intelligenza, l’intelligenza prodigiosa che è racchiusa nella materia stessa e che anche l’arte, nelle sue declinazioni più sensibili, può cogliere.

 

2013, Serena Vanzaghi

 

 

“Polli’s works develop around a new theme inspired by the magical and vanishing nature of the underworld. This hidden dimension has been feeding the primordial need to go beyond the visible “here and now” all cultures share since their beginning.  Paolo Polli releases us from reality and shows an iridescent world populated by presences made of a subtle almost impalpable matter.  They are the nature spirits who are only sensed and never real, light and transparent figures who move in a world where nature is so luxuriant that seems baroque. This place does not follow rational rules, despite its earthy appearance.”

 

2013 Serena Vanzaghi

 

 



NUVOLE E NOTTURNI 


Dopo Nietzsche fu chiaro che la giovinezza e l'età creativa della nostra civiltà erano trascorse, si era giunti al tramonto...

Fu allora nei decenni di transizione che i Pellegrini d'Oriente ebbero nuove intuizioni circa l'essenza dalla nostra civiltà, si immedesimavano in epoche e civiltà remote e sapevano eseguire musiche di altri tempi nella loro antica purezza."

H.Hesse "Il gioco delle perle di vetro."




Il treno che rallenta lascia intravedere come esercizio di meditazione quell'antico paesaggio di terra, pietra e ulivo, cinto di muretti a secco e arcaiche costruzioni a tholos, stagliato nel finestrino, incorniciato come la tela di un quadro.
Un orizzonte dove il cielo invade l'intera scena, dove stratificazioni percettive, secoli di prospettiva rinascimentale fanno apparire irreali quei cieli così azzurri.
L’esperienza di Brunelleschi riduce la nuvola ad un effetto di riflessione, un riflesso speculare, finalizzato all’analisi della profondità prospettica.
Più tardi attraverso gli studi di John Ruskin sui Modern Painters, e in particolar modo su W. M. Turner, si è intuito che erano le nuvole a dare qualità e significato al cielo come espressione dell'infinito.

La narrazione attuale si rivolge al passato per evocare un percorso spirituale, una corrente che incrocia oriente e occidente, occidente e oriente, l'alba e il tramonto di una civiltà. Questo riguarda il senso del tempo, l'evoluzione e il colore del tempo, il tempo come arte.
Lo spazio dell'arte ci dissolve nel tempo senza tempo, il nostro incontro tra pittura e scrittura avviene qui ed ora in questo paesaggio consacrato al fuoco, al canto, alla danza sacra.
"Un sogno realizzato, essere qui, in questa notte di settembre " dice Paolo seduti intorno al fuoco di notte.
Nico dagli appunti di viaggio.
“… il sogno che si realizza è un dono, e ti coglie nella parte più sensibile di te… un privilegio che manda in frantumi qualsiasi idea preconcetta tu ti sia fatto della tua vita, perchè l'intera tua vita è consacrata a quel sogno. Siamo qui per tener desto il sogno.”

Fuori dalla storia dell'arte, fuori dal tempo effimero del prima e dopo. In questo non spazio-tempo coinvolti nel flusso dei Pellegrini d'Oriente descritti da Hesse, vengono suonate musiche d'altri tempi nella loro antica purezza.
La poetica di un'arte tutta concentrata a fermare l'istante per conoscere le infinite dimensioni del tempo.

Paolo: “...proprio come fermare le nuvole in cielo.
Le mie nuvole sono la libera creatività del cielo.”


Una pittura che tenta di restituire l'ordinamento delle nuvole.
La nuvola non incoraggia il disegno a causa della sua instabilià, della sua evanescenza. Si può disegnare una nuvola prima che si disperda o si trasformi come il fumo di un fuoco. Si può utilizzare la fotografia, ma la purezza del gesto pittorico obbliga ad accontentarsi di poche linee frettolose, molto concentrate, per poi procedere a memoria nell'orizzonte senza limiti dello spazio interiore.


Sul mare nel pomeriggio ventoso.

P. - Hai fogli con te?
N.- No, me se parliamo io ricordo.
P. -Voglio dirti…penso all’influenza delle forme del ‘realismo fantastico ’ tedesco degli anni ’40 del secolo scorso.
N.- Uhm, una specie di ‘metafisica’… scusa ma non voglio apparire intellettuale già cancellerei quell’incipit con Nietzsche.
P.- No, lascialo è bello.
N.- Si, d’accordo, citato da Herman Hesse. Vedi io sparo nelle prime due parole un riferimento pesante e poi lo lascio lì, potrei dire Spengler ‘Il tramonto dell’occidente’, disinvoltamente senza spiegare nulla.
P.- E’ chiaro che stiamo parlando dell’Esperienza.
N. - Certo poi immagino uno che anziché cercare di capire dice ‘cavolo questo si è un vero intellettuale’
P.- sorride- Ed è già dalla parte che non ci interessa. Semplicemente volevo sottolineare l’aspetto trascendente…è un ‘realismo magico ’.
N. -Si, un ‘ metarealismo ’ che indaga la materia del paesaggio, il cielo e le nuvole, le architetture sul piano simbolico e visionario.
P. - Come strutture della materia e della luce.


La sfida non è rivolta alla fotografia, né all’iperrealismo americano talvolta agghiacciante, né al dolcemente pop della west-coast, la sfida è rivolta all’aleatorio al processo naturale che genera il fenomeno.
L'antica pittura paesaggistica orientale, la più antica, quella cinese, chiamava la procedura 'Chui Yun' letteralmente 'soffiare le nuvole' soffiare le forze invisibili che condensano e dissolvono.
L’essenza impalpabile da nuvola diventa materia. E’ l’ultima chance che concediamo alla possibilità di raccontare.

Più tardi nello studio, i ‘notturni’. Il notturno è il racconto di una dissolvenza, una dissolvenza nel tempo, il contrarsi nell’istante di una infinità di sincronie. La scrittura percorre il confine tra immagine e parola, respiro di ambienti deserti, architetture trasparenti, dettagli di strutture architettoniche, cercando tracce luminose dell'energia naturale ed umana nell'ambiente metropolitano notturno.

Attraverso accurati frammenti di dettagli realistici appaiono luoghi dell'immaginario dove possiamo sentire diverse emozioni e diverse esperienze. E' l'ultima chance che diamo alla possibilità di raccontare un paesaggio senza cielo in una città deserta, svuotata, attraversata da riverberi azzurrini. Il lavoro è concentrato sulla creazione di queste strutture tra organico e inorganico, naturale e artificiale, un giardino illuminato di notte, un luogo dove puoi immaginare creature strutturalmente eleganti, armoniose, luminose. Un luogo dove è possibile avvertire la presenza di simili creature. Come nella scena vuota di un teatro vuoto, dove vagano emozioni già consumate, eppure persistenti. Le scie emotive di esseri umani compenetrate nelle strutture architettoniche. Il dileguarsi dell' entità materiale della figura.
Riflessi, trasparenze, sovrapposizioni, risonanze animiche della materia.
Una pittura oggettiva che ambienta, delinea e visualizza tracciati di luce.... una luce blu diffusa, talvolta una chiara luce iperreale, che rivela dimensioni parallele e nascoste risonanze interiori.


Nico Bizzarro


‘Il bianco affanno della nostra tela, il geroglifico del soffio’ e molto altro da Hubert Damisch “Teoria della nuvola".






Polli's fluid strokes are convincing, but he is not content with precision. In an arid landscape of barren, jagged outcroppings, blue couches and coffee table cast an eerie glow. A mirage like quality lands a seductive mystery to the paintings. Polli's work draws on classical references freely but transmogrifies their inherent archetypal power by juxtaposing them with vision, even allucination. Patterns are suggested by repeating the central illusionary object in some paintings such as the blue couches and the floating houses. Although Polli dares to approach metaphors, his work is too rich for an easy reading. The vewer is led toward interpretations just as these buildings float up and down. from some valley. The subtle manipulation of landscape is indicative of Polli's allusionary ability. We can only applaud painters who combine an accomplished style with a magic imagination.

Darrin Crane, New York 1984



L’impatto fà pensare ad una poetica di tipo ipperrealista, descrittivo, ma un’analisi più attenta porta ad altre forme, più originali della letteratura per lo più americana, degli ultimi anni. Le immagini suggerite da Polli di personaggi assorti e solitari inghiottiti in complesse strutture architettoniche ricordano infatti la lucidità minimalista di un Bret Easton Ellis o David Lewitt, autori in cui l’ansia di vivere diventa quieta accettazione del precario equilibrio tra individualità ed universo tecnologico. Su questo terreno l’artista fà convivere umanità, romanticismo, architetture e natura.

L’ARCA gennaio 1990

 

 

 

MOSTRE - SHOWS

 

2017  PAOLO POLLI - PAINTINGS

         Torre Civica, Comune di Cisternino

         Brindisi  

 

 

2016  ARTE MILAN - KYOTO  November 2016

          Mostra collettiva, Galleria Carte Scoperte

          Milano

 

 

2016  AFFORDABLE ART FAIR - ART NIGHT OUT

          Milano

         

2015  " LA NATURA NASCOSTA"

            Mostra personale, Galleria Brenna - Tosatto

            Campo di Lenno - Como

 

2013  "LORO" Sotto il velo del mondo / "THEM" Underworld

           GALLERIA MAGENTA

            Magenta, Milano

 

2009  VISIONNAIRE & GALLERIA FABBRICA EOS 

          SPAZIO VISIONNAIRE

          Milano

 

2008  PAOLO POLLI - I LUOGHI DELLA VALLE D'ITRIA -

          Palazzo Amati

          Cisternino, Brindisi

 

2008  MILANO - ART IN COCKTAIL collettiva

          GALLERIA FABBRICA EOS - BAR JAMAICA

          Milano

 

2008  PAOLO POLLI & FOLFGHANG WIDMOSER

          Galleria Arte Reale 

          Milano

 

2008  PAOLO POLLI - IDEAL TOWN

          Mostra personale, German Sorzana Art Gallery

          Miami, U.S.A.

 

2007  VICENZA ARTE - GALLERIA FABBRICA EOS

          Vicenza

 

2003  ILLUMINANTI CORPI ILLUMINATI, con la fotografa LISETTA CARMI

          Torre Civica, Comune di Cisternino

          Brindisi

 

2003  MALIPARMI - UNA BORSA A REGOLA D'ARTE, Parma

          progetti di 15 artisti per " UDAYAN CARE"

          New Delhi - Milano

 

2002  LA NATURA DIPINTA

          GALLERIA MAGENTA

          opere di Ajmone, Banchieri, Cazzaniga, Morlotti, Polli, Treccani

           Magenta, Milano

 

2001  MATERIA DI NUVOLE - PAOLO POLLI 

          GALLERIA BORGO ARTE

           Novara

 

2001  PAOLO POLLI - NUVOLE     

          GALLERIA MAGENTA

          Magenta, Milano

 

2000  FORME ED ESSENZE  

          Mostra personale, Galleria Magenta         

          Magenta, Milano

 

1997  MODARTE  5 PITTORI 

          Mostra Collettiva, Galleria del Carmine

          Milano

 

1997  4 ARTISTI

          CERTOSA DI PAVIA

          Pavia, MIlano

 

1996  PAOLO POLLI - DIPINTI 

          TORRE CIVICA, Comune di Cisternino

          Brindisi

 

1996  Collettiva - GALLERIA FABBRICA EOS

          Milano

 

1995  L'ALTRA DIMENSIONE - PAOLO POLLI

          GALLERIA AVICENNA

          Milano

 

1994  "IL GRANDE GIOCO"

           Mostra collettiva PALAZZO DEI CONGRESSI  

           Assago, Milano    

         

 

1993  LA CONOSCENZA DEL SE'

          PALAZZO DEI CONGRESSI

          Assago,Milano

 

1991  PROSPETTIVE E IPOTESI

          Mostra collettiva GALLERIA CONTATTO EUROPA

          Milano

 

1990  PAOLO POLLI - MITI ED ATMOSFERE

          Mostra personale a cura di Carmelo Strano

          GALLERIA CONTATTO EUROPA

          Milano

 

1987  NUOVE TENDENZE DELLA SCENOGRAFIA

         Mostra Collettiva itinerante a cura di Marco di Giammarco

         con il patrocinio del "Festival dei Due Mondi" di Spoleto

 

1985   "CHURCH & STATE" 

            Mostra collettiva, GALLERIA ZEUS TRABIA

            New York, U.S.A.

 

1984  PAOLO POLLI - PAINTINGS

          GALLERIA ZEUS TRABIA

          Chicago, U.S.A.

 

1984  PAOLO POLLI - PAINTINGS  

          Mostra personale GALLERIA ZEUS TRABIA

          New York, U.S.A.

 

1984  BIENNALE DI VENEZIA - SEZIONE ARCHITETTURA

          Opera pittorica per un progetto di urbanizzazione della

          Regione Venezia Giulia

 

1978  CONCORSO D'ARTE FUTURIBILE

          Primo premio, GALLERIA ARCOBALENO

          con il patrocinio del COMUNE DI MILANO

      

 

1975  11 PITTORI 

          Mostra Collettiva, GALLERIA L'ARIBALLO

          Milano

 

1972  GIOVANI PITTORI

          Mostra Collettiva, Castello Sforzesco

          con il patrocinio del Comune di Milano

 

 

 

     

 

 

 

 

 

 

SCENOGRAFIE PER IL TEATRO

SET DESIGN FOR THEATER

 

 

1983______________________________

UOMINI E TOPI

di J. Steinbeck

regia di Luca Barbareschi

Rindi e Volpi Produzioni

Teatro Carcano, Milano

 

 

1984______________________________

GLENGARRY GLEN ROSS

di David Mamet

regia di Luca Barbareschi

con Paolo Graziosi e Camillo Milli

compagnia del Teatro Stabile di Genova.

 

 

 

1986______________________________

TUTTI GLI UOMINI SONO PUTTANE

di David Mamet                               

Spoleto, Festival dei Due Mondi.

 

 

 

1985_________________________________

JACQUES E IL SUO PADRONE

da Diderot di Milan Kundera                                                                                                                            

Compagnia del Teatro Stabile di Genova.

 

 

 

 

 

1987______________________________

MERCANTI DI BUGIE

di David Mamet

regia di Luca Barbareschi

con Massimo Dapporto

Plexus T. Produzioni Lucio Ardenzi, Roma

Spoleto, Festival dei Due Mondi 

National Tour

 

 

 

 

1988______________________________

ENCEFORWARD

IL PRESENTE PROSSIMO VENTURO

 

di Alan Aycbourn

regia di Luca Barbareschi

con Nancy Brilli e Luca Barbareschi

Plexus T. Production Lucio Ardenzi,  Roma

Teatro Manzoni, Milano

National Tour

aired by Mediaset TV

Premio Biglietto d'Oro per le scenografie al Festival Del Teatro di Taormina.

 

 

1994_____________________________

OLEANNA

di David Mamet.

regia di Luca Barbareschi

con Luca Barbareschi e Lucrezia Lante della Rovere                                  

Casanova Enterteinment Roma. - Fox & Gould Produzioni

National Tour  

aired by RAI Radio Televisione Italiana.

 

 

1999______________________________

LA GRANDE TRUFFA                                                      

di Nigel Williams                                                       

regia di Luca Barbareschi

con Chiara Noschese e Luca Barbareschi

Genova, Teatro Politeama

Casanova Enterteinment  Produzioni Roma - Fox & Gould Produzioni

 

 

2000______________________________

POPCORN

di Ben Elton                                                         

regia di Luca Barbareschi

con Chiara Noschese e Luca Barbareschi

Roma, Teatro Parioli

Casanova Entertainment Produzioni, Roma.

 

 

2000______________________________                                          

LA CENA DEI CRETINI

di Francis Veber                 

regia di Andrea Brambilla

con Zuzzurro e Gaspare

Milano, Teatro Ciak

Fox & Gould Produzioni

National Tour

 

 

2001________________________________

CLOSER

di P. Marber

regia di Luca Guadagnino

con Claudia Gerini e Gianmarco Tognazzi             

Fox & Gould Produzioni

National Tour

 

 

2001________________________________

IL ROMPIBALLE

di F. Veber

regia di Andrea Brambilla

con Giammarco Tognazzi e Andrea Brambilla        

Fox & Gould Produzioni

National Tour

 

 

2002________________________________

UNA RELAZIONE PRIVATA

di P. Blasban

regia di Luca barbareschi

con Anna Galiena e Fabio Sartor

Eliseo, Teatro Stabile di Roma.

 

 

2003 _______________________________

PARENTI APPARENTI

di Alan Aykbourn

regia di Antera Brambilla

con Zuzzurro e Gaspare

Teatro Ciak Milano

Fox & Gould Produzioni

National Tour

 

 

2016 _______________________________

AMERICANI

di David Mamet

regia di Sergio Rubini

con Sergio Rubini, Gianmarco Tognazzi, Francesco Montanari.

Roma, Teatro Eliseo Produzioni.

 

 

 

 

COMMERCIAL FILM

 

1990_______________________________________

Commodore-Atari Computer.

director: Nadia  Stalker                                         

Filmaster Production, Milano.

 

 

 

 

FILM ENTERTAINMENT

2000/2001__________________________

JICOS - FIGLI

director: Marco Bechis

with: Carlos Echevarria, Stefania Sandrelli.           

Vittorio Cecchi Gori  Production & Amedeo Pagani